Sulle orme del '900 a Reggio Emilia

Alla scoperta del ‘900 reggiano: tra Resistenza, cultura popolare e lotte operaie.

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Reggio Emilia, culla di memoria e di lotte sociali e cuore pulsante dell’Emilia Rossa, si presta perfettamente a un viaggio alla scoperta dei luoghi che hanno segnato la storia del Novecento italiano. 

Questo itinerario di due giorni attraversa città e campagne, accompagnando tra fabbriche, musei, piazze e paesi che raccontano storie di lavoro, cultura e impegno civile.

Il Novecento reggiano è stato un secolo intenso: grandi trasformazioni industriali, nascita di movimenti operai e contadini, Resistenza partigiana durante la Seconda guerra mondiale e una forte identità culturale e politica che ha lasciato tracce profonde nel territorio.
Molti dei luoghi visitati sono oggi diventati spazi culturali, musei e centri di memoria: le ex fabbriche ospitano innovazione e ricerca, le case contadine raccontano la lotta per la libertà e i piccoli paesi della pianura conservano atmosfere che hanno ispirato cinema, letteratura e arte.

Durante queste 48 ore si attraversano alcuni dei luoghi più emblematici: dalle Officine Reggiane, simbolo della storia industriale e operaia, al Museo Cervi nelle campagne di Gattatico, fino ai paesi della Bassa reggiana che hanno fatto da sfondo a celebri film e racconti della cultura popolare.

Un viaggio che non è solo storico, ma anche emotivo: un percorso utile per comprendere meglio l’identità di questo territorio e il suo contributo alla storia italiana del Novecento.

Info utili

  • L’itinerario si sviluppa tra Reggio Emilia e i comuni della provincia, quindi è consigliato spostarsi in auto.
  • Molti musei osservano la chiusura il lunedì: conviene verificare sempre gli orari prima della visita.
  • Il periodo migliore è primavera e autunno, quando il clima è ideale per visitare anche i piccoli centri della pianura reggiana.

Se si ha più tempo, è possibile proseguire il viaggio visitando:

  • Reggio Emilia – Sala del Tricolore, dove nacque la bandiera italiana
  • Museo del Tricolore, dedicato alla storia dell’Unità d’Italia
  • Chiostri di San Pietro, oggi centro culturale e sede di mostre ed eventi

Questi luoghi permettono di approfondire ulteriormente la storia civile e culturale del territorio.

  • Durata
    48 ore
  • Interessi
    Cultura & Castelli
  • Target
    Amici/Solo,Coppia
  • Prima tappa - Ex Officine Meccaniche Reggiane Reggio Emilia

    Si inizia l’itinerario visitando le Ex Officine Meccaniche Reggiane, uno dei luoghi simbolo della storia industriale della città.
    Fondate nel 1904, furono per decenni uno dei più importanti complessi industriali italiani. Qui vennero prodotte locomotive, aerei, macchine agricole e componenti industriali, diventando un punto di riferimento per migliaia di lavoratori.

    Da sapere
    Nel luglio 1943, durante uno sciopero contro la guerra, alcuni operai furono uccisi nella repressione dell’esercito: un episodio rimasto nella memoria collettiva della città.

    Da non perdere

    • Il racconto della lunga occupazione operaia degli anni ’50, durante la quale la produzione proseguì in forma autogestita con la realizzazione del celebre trattore R60.
    • l’area del Tecnopolo di Reggio Emilia, oggi centro di ricerca e innovazione

    Oggi grazie ad un grande progetto di rigenerazione urbana, molte aree sono state recuperate per eventi, festival, iniziative culturali e mostre, rendendo la visita un'esperienza immersiva tra memoria e innovazione.

  • Seconda tappa - Busto di Lenin Cavriago

    Si prosegue verso Cavriago, piccolo comune della provincia reggiana noto per ospitare uno dei monumenti più insoliti d’Italia: il busto di Vladimir Lenin.

    Una breve passeggiata nel centro dove visionare anche murales e simboli legati alla storia politica locale consente di scoprire l’identità storica del paese e il suo legame con la tradizione politica del Novecento.

    Da sapere
    Già nel 1919 il circolo socialista locale aveva espresso solidarietà alla Rivoluzione d’Ottobre, rendendo Cavriago uno dei primi comuni italiani a sostenere pubblicamente quell’esperienza politica.

    Curiosità
    Il busto fu donato dall’Unione Sovietica nel 1970 come riconoscimento per il forte legame storico tra Cavriago e il movimento socialista internazionale.

  • Terza tappa - Museo Cervi Gattatico

    Per concludere la prima giornata ci si sposta nelle campagne tra Gattatico e Campegine, dove si trova Casa Museo Cervi, uno dei luoghi più importanti della memoria della Resistenza italiana.
    Qui visse la famiglia Cervi, contadini antifascisti che offrirono scelsero di opporsi al regime fascista, offrendo rifugio e sostegno ai partigiani.

    La loro casa colonica. diventata luogo di speranza e di lotta per la libertà, gli spazi museali dedicati alla Resistenza e gli oggetti della vita quotidiana contadina raccontano la storia dei sette fratelli Cervi, fucilati dai nazifascisti nel dicembre 1943.

    Eventi
    Durante l’anno vengono ospitati incontri culturali, mostre e iniziative dedicate alla memoria storica e alla cultura contadina.

    Da sapere

    • Il museo è gestito dall’Istituto Alcide Cervi, centro di ricerca dedicato alla storia della Resistenza e del mondo contadino.
    • E' aperto dal martedì alla domenica; per gruppi e scuole è richiesta la prenotazione.

  • Quarta tappa - Museo "Peppone e Don Camillo" Brescello

    Il secondo giorno inizia a Brescello, paese reso celebre dai film dedicati a Don Camillo e Peppone, tratti dai racconti di Giovannino Guareschi.

    Da non perdere

    • il museo con oggetti di scena e locandine originali dei film
    • le statue di Don Camillo e Peppone nella piazza principale
    • i luoghi del paese utilizzati come set cinematografici

    Curiosità
    I film girati negli anni ’50 con Fernandel e Gino Cervi hanno contribuito a rendere Brescello uno dei paesi più noti del cinema italiano.

    Da gustare
    Dopo la visita è il momento ideale per assaggiare alcune specialità locali:

    • tortelli di erbette
    • tortelli di zucca
    • gnocco fritto con salumi tipici

  • Quinta tappa - Museo Antonio Ligabue Gualtieri

    Si prosegue verso Gualtieri, dove si trova il museo dedicato ad Antonio Ligabue, uno degli artisti più originali del Novecento italiano.

    Da non perdere

    • opere pittoriche e sculture dell’artista
    • fotografie e materiali documentari
    • video dedicati alla vita di Ligabue

    Dopo il museo è consigliata una passeggiata nella scenografica Piazza Bentivoglio, una delle piazze rinascimentali più suggestive dell’Emilia.

    Da sapere
    Ligabue visse a lungo nelle campagne della Bassa reggiana, sviluppando uno stile pittorico molto personale caratterizzato da animali selvatici, autoritratti e scene di vita rurale.

  • Sesta tappa - Set del film "Novecento" di Bertolucci Guastalla

    L’ultima tappa dell’itinerario conduce a Guastalla, dove Bernardo Bertolucci girò alcune scene del celebre film “Novecento”.
    Il film racconta la storia di due uomini nati nello stesso giorno ma appartenenti a classi sociali opposte, sullo sfondo delle trasformazioni politiche e sociali del Novecento.

    Una passeggiata nel centro storico consente di immergersi nelle atmosfere della Bassa reggiana che hanno ispirato il film.

    Da vedere

    • Palazzo Ducale
    • Corso Garibaldi
    • la stazione ferroviaria di Guastalla

    Da sapere
    “Novecento” è considerato uno dei grandi affreschi cinematografici del secolo scorso e uno dei film italiani più importanti dedicati alla storia sociale del Paese.


Ultimo aggiornamento 12/10/2026


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