Reggio Emilia, culla di memoria e di lotte sociali e cuore pulsante dell’Emilia Rossa, si presta perfettamente a un viaggio alla scoperta dei luoghi che hanno segnato la storia del Novecento italiano.
Questo itinerario di due giorni attraversa città e campagne, accompagnando tra fabbriche, musei, piazze e paesi che raccontano storie di lavoro, cultura e impegno civile.
Il Novecento reggiano è stato un secolo intenso: grandi trasformazioni industriali, nascita di movimenti operai e contadini, Resistenza partigiana durante la Seconda guerra mondiale e una forte identità culturale e politica che ha lasciato tracce profonde nel territorio.
Molti dei luoghi visitati sono oggi diventati spazi culturali, musei e centri di memoria: le ex fabbriche ospitano innovazione e ricerca, le case contadine raccontano la lotta per la libertà e i piccoli paesi della pianura conservano atmosfere che hanno ispirato cinema, letteratura e arte.
Durante queste 48 ore si attraversano alcuni dei luoghi più emblematici: dalle Officine Reggiane, simbolo della storia industriale e operaia, al Museo Cervi nelle campagne di Gattatico, fino ai paesi della Bassa reggiana che hanno fatto da sfondo a celebri film e racconti della cultura popolare.
Un viaggio che non è solo storico, ma anche emotivo: un percorso utile per comprendere meglio l’identità di questo territorio e il suo contributo alla storia italiana del Novecento.
Info utili
Se si ha più tempo, è possibile proseguire il viaggio visitando:
Questi luoghi permettono di approfondire ulteriormente la storia civile e culturale del territorio.
Si inizia l’itinerario visitando le Ex Officine Meccaniche Reggiane, uno dei luoghi simbolo della storia industriale della città.
Fondate nel 1904, furono per decenni uno dei più importanti complessi industriali italiani. Qui vennero prodotte locomotive, aerei, macchine agricole e componenti industriali, diventando un punto di riferimento per migliaia di lavoratori.
Da sapere
Nel luglio 1943, durante uno sciopero contro la guerra, alcuni operai furono uccisi nella repressione dell’esercito: un episodio rimasto nella memoria collettiva della città.
Da non perdere
Oggi grazie ad un grande progetto di rigenerazione urbana, molte aree sono state recuperate per eventi, festival, iniziative culturali e mostre, rendendo la visita un'esperienza immersiva tra memoria e innovazione.
Si prosegue verso Cavriago, piccolo comune della provincia reggiana noto per ospitare uno dei monumenti più insoliti d’Italia: il busto di Vladimir Lenin.
Una breve passeggiata nel centro dove visionare anche murales e simboli legati alla storia politica locale consente di scoprire l’identità storica del paese e il suo legame con la tradizione politica del Novecento.
Da sapere
Già nel 1919 il circolo socialista locale aveva espresso solidarietà alla Rivoluzione d’Ottobre, rendendo Cavriago uno dei primi comuni italiani a sostenere pubblicamente quell’esperienza politica.
Curiosità
Il busto fu donato dall’Unione Sovietica nel 1970 come riconoscimento per il forte legame storico tra Cavriago e il movimento socialista internazionale.
Per concludere la prima giornata ci si sposta nelle campagne tra Gattatico e Campegine, dove si trova Casa Museo Cervi, uno dei luoghi più importanti della memoria della Resistenza italiana.
Qui visse la famiglia Cervi, contadini antifascisti che offrirono scelsero di opporsi al regime fascista, offrendo rifugio e sostegno ai partigiani.
La loro casa colonica. diventata luogo di speranza e di lotta per la libertà, gli spazi museali dedicati alla Resistenza e gli oggetti della vita quotidiana contadina raccontano la storia dei sette fratelli Cervi, fucilati dai nazifascisti nel dicembre 1943.
Eventi
Durante l’anno vengono ospitati incontri culturali, mostre e iniziative dedicate alla memoria storica e alla cultura contadina.
Da sapere
Il secondo giorno inizia a Brescello, paese reso celebre dai film dedicati a Don Camillo e Peppone, tratti dai racconti di Giovannino Guareschi.
Da non perdere
Curiosità
I film girati negli anni ’50 con Fernandel e Gino Cervi hanno contribuito a rendere Brescello uno dei paesi più noti del cinema italiano.
Da gustare
Dopo la visita è il momento ideale per assaggiare alcune specialità locali:
Si prosegue verso Gualtieri, dove si trova il museo dedicato ad Antonio Ligabue, uno degli artisti più originali del Novecento italiano.
Da non perdere
Dopo il museo è consigliata una passeggiata nella scenografica Piazza Bentivoglio, una delle piazze rinascimentali più suggestive dell’Emilia.
Da sapere
Ligabue visse a lungo nelle campagne della Bassa reggiana, sviluppando uno stile pittorico molto personale caratterizzato da animali selvatici, autoritratti e scene di vita rurale.
L’ultima tappa dell’itinerario conduce a Guastalla, dove Bernardo Bertolucci girò alcune scene del celebre film “Novecento”.
Il film racconta la storia di due uomini nati nello stesso giorno ma appartenenti a classi sociali opposte, sullo sfondo delle trasformazioni politiche e sociali del Novecento.
Una passeggiata nel centro storico consente di immergersi nelle atmosfere della Bassa reggiana che hanno ispirato il film.
Da vedere
Da sapere
“Novecento” è considerato uno dei grandi affreschi cinematografici del secolo scorso e uno dei film italiani più importanti dedicati alla storia sociale del Paese.