Maschere di carnevale e dolci tipici in Emilia

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Riscopri le autentiche tradizioni dell'Emilia, andando alla ricerca della vera essenza della festa di Carnevale nelle province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia.
Le vere sfilate sono quelle delle maschere tipiche e quelle dei dolci: un carro coloratissimo e ad alto tasso zuccherino.

Dolci tipici:

  • PARMA
    Il vero gusto del Carnevale a Parma lo danno i dolci: in questo periodo di festa, le strade della città sono invase dal profumo inebriante delle leggendarie chiacchiere e dai tortelli dolci fritti o al forno, ripieni di marmellata o crema. Le chiacchiere sono un vero must di questo periodo: pasta frolla fritta e croccante, ricoperta di zucchero a velo.
  • PIACENZA
    Per usare un gioco di parole, le chiacchiere le fanno anche a Piacenza. Solo che qui le chiamano Sprell. Gli esperti della storica Pasticceria Falicetto sono tuttavia dei maestri del Turtlitt ad Sant’Antoni, frittelle ripiene di mostarda o crema di cioccolato, amaretto e castagne. Ci sono anche i Gonfietti (nomen omen) o sgionfini, la cui caratteristica è l’interno vuoto, perfetto per essere riempito da crema pasticcera o cioccolato; volendo si può anche arricchire l’impasto prima di essere fritto con uvetta o pezzettini di mele.
  • REGGIO EMILIA
    Sul piano dei dolci, Reggio Emilia non è seconda a nessuno. Carnevale qui significa vetrine di pasticcerie stipate di vassoi carichi di Intrigoni (intrigòun in dialetto reggiano, simili alle chiacchiere), castagnole, frittelle di mele, ravioli dolci, frittelle ripiene alla crema e frittole. 

 

Le maschere tipiche:

  • PARMA
    La maschera tipica di Parma è Al Dsévod, letteralmente “l'insipido”, un damerino con poco carattere che ha fatto la propria comparsa in città nel 1621, epoca durante la quale i nobili erano soliti mandare a studiare in collegio i figli con servo al seguito. La leggenda vuole che sia stato proprio uno di questi servi, spedito per scherzo dal padroncino a una sfilata cittadina, dove avrebbe dovuto fingersi il giovane aristocratico, a inaugurare la tradizione del costume. Accortosi che quel vestito con cappello a forma di anolino gli consentiva di dire e fare ogni cosa, il paggio Salati decise di dare un nome al suo alter ego, che per contrasto si sarebbe dunque chiamato Insipido, ovvero “Discevido” – poi Desevedo e infine Dsèvod – in dialetto parmigiano. I colori giallo-blu del costume risalgono al 1947. Dal 1948 la figura del Dsèvod è la maschera istituzionale di Parma.
    A proposito di costumi e icone della tradizione, il Castello dei Burattini – “Museo Giordano Ferrari – conserva un vero arsenale di burattini, maschere e caratteri, tra i quali spiccano icone popolari come Sandrón Paviròn dal bosch ed satta da Modna e il Bargnocla, creato da Italo Ferrari nel 1914, considerati emanazioni della parmigianità più autentica e ruspante.
  • PIACENZA
    Sul fronte dei costumi tradizionali, si ricordano due maschere tipiche ma ormai dimenticate, risalenti al giro di boa tra l’800 e il ‘900. Se Tôllèin Cuccalla, anche in virtù della maggiore antichità, rivendicava il titolo di maschera ufficiale piacentina (a quanto pare, appariva gridando “me sum Cuccalla, me sumTôllèin e sum la mascra di Piasintein”), il vero ospite d’onore delle feste cittadine era Al Vigion, caricatura dei villani che arrivavano da fuori città, imitati con l’esagerato rossore delle guance e una maldestra eleganza da contadino in trasferta, irrisa con cappello avvolto da nastrini, marsina colorata, papillon di fettuccia e stivaloni con ghette.
  • REGGIO EMILIA
    Il "Castlein" è la maschera simbolo del Carnevale di Castelnovo di Sotto. Con le scarpe grosse da contadino, la berretta calata sulle orecchie e i calzoni ascellari, ha il compito di animare la festa portando un po' di buonumore con la complicità dei pagliacci e degli Sgruzzi, nome con cui vengono indicati gli animatori sui trampoli. La creazione di grandi carri di cartapesta è una vera forma d’arte a cui i maghi carristi castelnovesi lavorano un anno intero per onorare l’appuntamento carnevalesco secondo l'antica tradizione.
    All’interno della Rocca Municipale di Castelnovo di  Sotto, il “Museo della Maschera del Carnevale” propone un percorso alla scoperta di caratteri e travestimenti tradizionali della ricorrenza, con materiali che documentano tutte le fasi di creazione di ogni maschera. La raccolta vanta ben 222 pezzi, una preziosa collezione acquistata nel 1997 dall'Amministrazione Comunale e impreziosita dalle donazioni di Eugenio Gabrielli.

Ultimo aggiornamento 17/01/2024
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